ORGANIZZAZIONE SENZA PAURA
Goethe diceva: “Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno”.
È un nuovo paradigma, un nuovo modo di concepire l’azienda e le proprie risorse.
Non sarebbe bello creare dentro la tua azienda un clima in cui le persone si sentono a proprio agio nell’esprimersi e nell’essere sé stesse, senza sentirsi in imbarazzo davanti un proprio errore per timore di ricevere una critica, perché sanno che davanti un’incertezza possono fare domande?
Non sarebbe bello innestare il paradigma della sicurezza psicologica?
Anche se potresti non saperlo, spesso nella maggior parte delle aziende vige – inconsapevolmente – il paradigma «MORS TUA VITA MEA».
Spesso situazioni come:
- Paura di subire il giudizio degli altri, significa non proporre un’idea, un nuovo punto di vista, un nuovo metodo, una nuova prassi per paura di sembrare ignoranti e incompetenti. Qui, si perde in due: l’azienda e la persona.
- Paura di essere rimproverati, marginalizzati, puniti.
- Lo spazio del “non-detto” del “chi me lo fa fare?”, diventa una voragine di idee potenziali e non condivise. Di metodi decisivi per l’evoluzione. Di prassi uccise.
E tutto questo, semplicemente, non potete permettervelo. Perché, il nostro è un mondo che ricerca costantemente decisioni, anche piccole, ma pur sempre decisioni là dove difficoltà e nuove sfide emergono. Dove le risorse e informazioni per prendere queste decisioni non vengono solo “dall’alto” ma trasversalmente da ogni parte del sistema-organizzazione. Che concretamente significa da: colleghi, collaboratori, clienti che ogni giorno possono far luce su limiti e nuove strategie da prendere.
Allora ci vuole responsabilità, ma quest’ultima può essere inibita dalla paura. La paura inibisce i due cardini dell’evoluzione umana e aziendale: l’apprendimento di nuove competenze e strategie, e la cooperazione.
Tutto questo si traduce in inibizione. L’inibizione diventa stasi. La stasi diventa improduttività. L’improduttività significa essere spazzati dal mercato.
La PRIORITÀ allora diventa sviluppare la – PSYCHOLOGICAL SAFETY – che concretamente in questo corso si traduce in:
- 1) AVERE IL PERMESSO DI APPRENDERE DAI PROPRI ERRORI
- 2) APERTURA E CONDIVISIONE DELL’ERRORE PER UNA MIGLIORE PERFORMANCE
- 3) RICONTESTUALIZZARE GLI ERRORI
- 4) ASCOLTARE LE ISTANZE DEI COLLABORATORI
- 5) INVITARLI ALLA PARTECIPAZIONE
- 6) PROGETTARE SISTEMI PER IL CONTRIBUTO (FOCUS GROUP)
- 7) FEEDBACK FUNZIONALE
- 8) ENGAGEMENT VERSO I COLLABORATORI CON LA SICUREZZA PSICOLOGICA
- 9) LEADER DISPONIBILE E AVVICINABILE, CHE RICONOSCE LA PROPRIA FALLIBILITÀ E CHE INVITA PROATTIVAMENTE I PROPRI COLLABORATORI
- 10) ANALISI DEGLI ERRORI FOCALIZZATA SUL PROCESSO E NON SULLA PERSONA.
- 11) CONDIVISIONE DI PREGIUDIZI
- 12) UTILIZZARE IL FALLIMENTO IN MODO FUNZIONALE L’ESPLORAZIONE COME ANTIDOTO ALLA PAURA
Se si vuole avere, definitivamente, un ambiente fearless, allora il tema della paura non deve essere un qualcosa di cui non parlare e tenersi alla larga, ma deve entrare ufficialmente nella sfera del pensiero e della buona prassi del management come variabile importante nella riflessione strategica.
Perché, le cose si superano attraversandole e mai evitandole.
Questo corso va esattamente in questa direzione.
Se vuoi creare nella tua azienda e / o reparto un ambiente fearless.
Richiedi informazioni più dettagliate.